| La politica è partecipazione! |
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In particolare ci sembra che, come avviene spesso da un po’ di tempo, la politica affronti determinati problemi navigando a vista, senza un’adeguata programmazione di breve-medio periodo e soprattutto senza coinvolgere né la cittadinanza né chi la rappresenta, nel bene o nel male, in consiglio comunale.
La politica che amministra pensa che i cittadini debbano essere coinvolti solo durante le competizioni elettorali, abbagliati come sempre da mille promesse e in realtà da pochi fatti concreti, per poi fare scelte e prendere decisioni che lasciano la cittadinanza ignara sul perché si venda l’80% di Amgas Blu, si sdoppi l’ATAF in due società con la nomina di un ulteriore cda, che aldilà di eventuali costi aggiuntivi moltiplicherebbe ancora una volta poltrone (fino al 2012) e livelli decisionali, ostruendo quel percorso decisionale manageriale di cui queste aziende S.P.A. per denominazione, ma a gestione totalmente politica di fatto, avrebbero bisogno per stare su mercati competitivi e per adeguarsi alle normative di settore; su quali siano gli obiettivi che si vogliono raggiungere attraverso queste scelte ed in virtù di quale programmazione economica ed occupazionale futura, se esiste! Inoltre, non giustifichiamo il fatto che, a causa del mancato rispetto di un accordo da parte dell’amministrazione comunale, il mercato settimanale del venerdì venga sospeso per due settimane semplicemente “perché l’area di via Miranda non è pronta”: non troviamo giusto che degli onesti lavoratori debbano fare a meno di due giornate lavorative importanti per il sostentamento delle proprie attività e dei propri dipendenti, così come non troviamo giusto che la cittadinanza sia privata del proprio mercato settimanale. Crediamo sia giunto il tempo che la politica smetta di essere di destra o di sinistra, di maggioranza o di opposizione e riassuma il ruolo che le è proprio, quello di essere al servizio di tutti i cittadini che governa e amministra, non tutelando interessi particolari come si evince dalle ultime inchieste giudiziarie, fondate o meno che siano, condotte dalla magistratura in diverse parti d’Italia; crediamo anche che i singoli cittadini, le singole imprese debbano chiedere meno alla politica per sé stessi, anche per evitare che la politica spinta dalla sete di clientela venga coinvolta in situazioni spiacevoli, ma essere solidali tra loro per ottenere, soprattutto in questo periodo di crisi e di congiuntura economica negativa, che sia tutto il Paese a ripartire e ad uscire da una crisi che non può essere mitigata da temporanei palliativi ma che avrebbe forse bisogno di misure di medio-lungo periodo, come è già stato programmato dagli Stati Uniti d’America e da altri Paesi europei. Questo è il cambiamento che i giovani di questa città chiedono, questo è il futuro che vogliamo: un futuro per tutti, che passi attraverso la nostra generazione, di cui tutti ora stranamente e speriamo non strumentalmente invocano l’avanzata, ed attraverso la possibilità di poter “partecipare” per dimostrare ciò che ognuno di noi è in grado di fare per se stesso e per gli altri. |
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