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"Pensieri ad alta voce" PDF Stampa E-mail


Care amiche e cari amici sere fa mi sono dedicato a rileggere alcuni brani e passi delle opere formidabili di Antonio Gramsci del quale, ovviamente non voglio sottolinearne il suo pensiero di "sinistra", ma, più in generale, il suo pensiero politico, quello di un grande pensatore, studioso e filosofo che ha scritto pagine memorabili e sempre attuali (ahimè???)della nostra storia e della nostra cultura. Decido di scrivere queste poche righe per dare voce ai miei pensieri che, dopo la lettura di questi testi che mi furono regalati una quindicina di anni fa, iniziavano a vagare nell'aria. Pensieri che voglio quì fermare in un semplice scritto che intendo condividere con Voi.

Io sento spesso la necessità di rifugiarmi negli scritti di mostri sacri come Antonio Gramsci proprio perchè la pochezza della politica di oggi mi fa venire i brividi. E pensare che i "Quaderni del carcere" Gramsci li scrisse durante la sua prigionia nelle carceri fasciste. Lui sentì profondamente il bisogno di scrivere questi appunti, que sti testi perchè li considerava come esercizi contro l'inaridimento della vita carceraria, con l'idea di scrivere qualcosa di "eterno". Non voglio, mi ripeto, dare giudizi politici su Gramsci o di Gramsci, non voglio discutere della ovvia ingiustizia del suo carcere ( scusate, mi è scappata la parola "ovvia"!!!), ma della grandezza del suo pensiero politico che in questa sede, ma soprattutto per incapacità mia (sono stato e sono un umilissimo lettore e non uno studioso di Gramsci)non si può sintetizzare in alcun modo. Mi è venuta voglia di rileggere Gramsci anche come antidoto per quella che io considero una vera e propria patologia della politica italiana ( fate voi su chi l'ha introdotta)e cioè la personalizzazione della politica. Questo pensiero mi è venuto in mente anche perchè per strada in questi giorni, ho visto con stupore (andando anche nel sito...) i manifesti di un'associazione nata un pò di anni fa. Poi leggo che se si ha il desiderio o la curiosità di saper qualcosa in più di tale associazione vi è il nome tipo...www........it del suo fondatore. A me ora non interessa criticare quelli che forse saranno anche nostri avversari nella competizione elettorale, ma vorrei sottolineare il fatto che se un gruppo ambisce a diventare associazione, movimento politico, perchè personalizzare il tutto, riducendo tutto ad un unico nome? La Politica è altro, la politica è "noi" non "io". Questo è addirittura "Narcisismo Politico" del quale io ne ho piene le scatole, perchè dell'uomo solo al comando non ne ha bisogno nè l'Italia e nè la città di Foggia. Ma quì io me ne vado (concedetemi la scarsa eleganza)......nel pallone e ne avrei da dire in quantità tipo "Divina Commedia". Ma evito per non tediarvi. Ecco perchè, ritornando a Gramsci ( che fu contro il Fascismo e arrestato da esso)voglio quì con voi condividere la bellezza di questa frase, di questo pensiero: "Un gruppo sociale può e anzi deve essere dirigente già prima di conquistare il potere governativo (è questa una delle condizioni principali per la stessa conquista del potere); dopo, quando esercita il potere ed anche se lo tiene fortemente in pugno, diventa dominante ma deve continuare ad essere anche dirigente". Io credo che la forza di un guppo politico e sociale è nel rapporto di fiducia che si instaura tra tutti i suoi simpatizzanti, soci, osservatori e nell'idea che il pluralismo di idee sia sempre un continuo arricchimento. E' del tutto evidente, anche se non facile, che la dialettica democratica e plurale non può andare a discapito della fase decisionista e cioè delle decisioni e delle cose da farsi.La nostra bravura, come GoverniamoFoggia deve realizzarsi anche in questo senso. Grazie e arrivederci ai prossimi pensieri.... Umberto

di Umberto La Gatta

 

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