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Benedetto Croce in ”Etica e Politica” scriveva: “Quando si parla di “senso politico”, si pensa subito al senso della convenienza, dell’opportunità, della realtà, di ciò che è adatto allo scopo. Si considerano forniti di senso politico coloro che a quel modo operano o a quel modo giudicano l’altrui operare, e, per contrario, privi di senso politico quegli altri, che diversamente si comportano ancorché abbondino di morali intenzioni e si accendano a nobilissimi ideali”.
“La politica cambia volto”…esprime la necessità e la voglia di un cambiamento che non sia paladino di un ottuso moralismo ma che, incentrato sull’interesse generale, sia in grado di mitigare la spregiudicatezza politica, figlia della convinzione che il fine giustifichi sempre i mezzi, con l’etica.
Nulla cambierà cambiando qualche volto, certo, ma le facce anonime di una intera generazione, che nell’ attesa di non essere considerata più “troppo giovane” da partiti e politici rischia di diventare anziana, celano idee nuove e fresche, troppo spesso inespresse, inascoltate o non considerate affatto, nate dalla certezza che nello scenario mondiale attuale sia forte il bisogno di vivere una nuova stagione democratica, che solo attraverso il ricambio può sbloccarsi e ripartire.
Qualcuno penserà che la nostra sia solo ed esclusivamente smania di protagonismo: se così fosse questo portale sarebbe nato prima invece, scaltri come siamo a divincolarci da ingombranti responsabilità abbiamo sempre lasciato fare ad altri ciò che avremmo dovuto fare per noi stessi; quando abbiamo deciso di voler far di più siamo stati messi elegantemente in disparte perché troppo giovani (trentenni,quarantenni) per cose da “grandi”.
E’ arrivato il momento di non essere più attendisti, di agire, di non addossare più ad altri la responsabilità dei nostri disagi, investiti in pieno come siamo da una crisi che dura da anni, che non ci consente di avere un lavoro stabile, di avere una famiglia tutta nostra , di acquistare una casa. Il problema nel problema è rappresentato dal fatto che chiunque si sforzi, meritevolmente e senza risparmiarsi, di alleviare i nostri dolori non li vive in prima persona e non può capirli fino in fondo, da qui la convinzione che chi li ha nel cuore, nella testa deve prendersi il rischio di provare a cambiare, di essere artefice del proprio futuro: è ora di prendersi responsabilità che non possiamo più delegare, questa Italia appartiene a noi e domani, forse, ai nostri figli, ciò che erediteranno dipende da noi solo da noi.
La preghiera più importante è rivolta ai nostri genitori, ai nostri nonni, affinché ci spronino a difendere con le unghie il nostro futuro: abbiamo bisogno che si uniscano a noi, forti delle loro esperienze e della loro saggezza, ma più di tutto abbiamo bisogno di un investimento in fiducia, del resto è impensabile che continuino, in maniera assistenziale, a sostenere le nostre vite.
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